Trend e Mercati
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Export: mercati emergenti, strategie e coerenza di marca, l'esempio del marchio Fabbri 1905 - Intervista a Carlotta Fabbri
Export, mercati e strategie di crescita. Portare un marchio alimentare in oltre 100 Paesi richiede una strategia capace di tenere insieme identità, adattamento ai mercati e continuità nel posizionamento. L'esperienza di Fabbri 1905 mostra come la storia di un'azienda italiana possa diventare una leva competitiva internazionale, a condizione che venga accompagnata da innovazione, conoscenza dei consumatori e selezione attenta dei partner commerciali.
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Ristorazione nel 2026: crescono brunch, merenda, aperitivo e occasioni di consumo intermedie
Colazione prolungata, brunch, snack di metà mattina, merenda e aperitivo stanno assumendo un peso maggiore nel foodservice europeo. Il consumo fuori casa si distribuisce lungo l'intera giornata e diventa meno dipendente dai tradizionali momenti del pranzo e della cena.
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Food retail 2026: l'inflazione spinge formati più piccoli e prezzi d'ingresso più accessibili
Nei primi quattro mesi del 2026, le vendite food & beverage in Europa sono cresciute del 2,7%, ma i volumi restano sotto pressione. In questo scenario, confezioni più piccole e prezzi d'ingresso più accessibili diventano leve strategiche per sostenere la rotazione, ampliare la base di clienti e adattare gli assortimenti ai diversi canali.
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Pecorino Romano DOP, export al 60% e nuove leve tra retail e ristorazione
La campagna produttiva 2024/2025 del Pecorino Romano DOP si è chiusa con poco più di 39 milioni di chilogrammi di formaggio. I 47 caseifici della filiera hanno lavorato oltre 300 milioni di litri di latte, di cui il 76% destinato alla produzione certificata. La filiera coinvolge quasi 9.000 allevatori e 47 caseifici, mentre il 76% del latte lavorato è destinato alla produzione certificata. La Sardegna concentra il 92% dei volumi e il sistema cooperativo rappresenta il 54% della produzione.
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Premium food nel 2026: il prezzo alto funziona solo se il valore è dimostrabile (dati e trend)
Il comparto "premium" continua a pesare nei consumi europei, ma sta cambiando significato. Anche se il costo della vita resta una preoccupazione centrale, i consumatori non rinunciano necessariamente ai prodotti di fascia alta. Piuttosto, scelgono con maggiore attenzione quando vale la pena spendere di più.
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Export agroalimentare UE 2026: surplus in crescita nonostante il rallentamento delle esportazioni
Nei primi quattro mesi del 2026 il commercio agroalimentare dell'Unione Europea mostra un segnale interessante: il surplus resta positivo e cresce leggermente rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, anche se le esportazioni registrano un rallentamento. Secondo la Commissione europea, tra gennaio e aprile 2026 il saldo commerciale agroalimentare UE ha raggiunto 15,6 miliardi di euro, con un incremento di 233 milioni di euro rispetto al 2025.
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Salsa italiana al tartufo nero: crescita annua al 7,3%. Dati di mercato e guida per i buyer
Il mercato della salsa italiana al tartufo nero si conferma uno dei segmenti più interessanti nel panorama internazionale dei condimenti premium. Secondo le stime di Growth Market Reports, il valore globale del comparto ha raggiunto 1,22 miliardi di dollari nel 2025 e potrebbe arrivare a 2,31 miliardi di dollari entro il 2034, con un tasso medio annuo di crescita stimato al 7,3% nel periodo di previsione. Oltre ai dati di mercato, nella seconda parte dell'articolo includiamo una guida sintetica per i buyer, utile per comprendere le diverse tipologie di prodotto e il modo di commercializzarlo sui diversi canali di vendita.
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'Nduja: crescita del mercato, nuovi momenti di consumo e opportunità per il B2B
La 'nduja, specialità calabrese dalla forte identità territoriale, sta assumendo un ruolo sempre più interessante tra i prodotti italianiad alto valore gastronomico. Nata come salume spalmabile piccante legato alla tradizione rurale della Calabria, oggi viene utilizzata in modo crescente nella ristorazione, nelle preparazioni gourmet e nei canali retail dedicati ai prodotti tipici e premium.
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Troppe promesse salutistiche confondono il consumatore: verso una nuova comunicazione del benessere nel settore alimentare
I consumatori cercano alimenti e bevande capaci di aiutarli a sentirsi meglio, mantenersi in forma, avere più energia, sostenere la digestione e prendersi cura del proprio benessere nel tempo. Allo stesso tempo, molti messaggi salutistici iniziano a somigliarsi o affollarsi sullo stesso prodotto, con un effetto controproducente. Proteine, fibre, salute intestinale, energia, immunità, focus, riduzione degli zuccheri e healthy ageing sono diventati argomenti sempre più frequenti sulle confezioni, oltre che sui social media, siti web, pubblicazioni di settore e materiali commerciali.
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Linee di produzione flessibili: packaging, formati variabili e nuove esigenze del food retail
Nel settore alimentare, la flessibilità produttiva sta diventando una leva sempre più collegata al packaging. I distributori e i retailer chiedono assortimenti più articolati, versioni dedicate, formati diversi, confezioni per canali specifici e tempi di risposta più rapidi. Per i produttori alimentari, questo significa ripensare le linee con una logica diversa e più adatta a gestire varianti senza perdere efficienza.
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Comunicazione e promozione dei consorzi alimentari: quali sono i problemi più comuni
Per consorzi, associazioni di imprese alimentari e organismi impegnati nella tutela di marchi collettivi, DOP e IGP, comunicare in modo efficace è oggi una sfida sempre più importante. La qualità del prodotto, il valore del territorio, il lavoro delle aziende associate e l'impegno nella tutela delle denominazioni rappresentano elementi di grande interesse, ma non sempre riescono a trasformarsi in contenuti capaci di attirare l'attenzione di buyer, distributori, importatori, operatori retail e ristorazione.
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Dallo sport alla vita quotidiana: cresce l'interesse per le bevande e i prodotti con elettroliti
Gli elettroliti stanno uscendo dalla nicchia dello sport e del fitness per entrare in una nuova fase di consumo quotidiano. Il segnale arriva dal retail britannico, dove Tesco ha registrato, nell'ultimo anno, una crescita del 175% dei volumi di vendita per i prodotti dedicati a idratazione ed elettroliti. Un dato che conferma come questa categoria stia diventando sempre più rilevante non solo per i brand specializzati, ma anche per produttori beverage, aziende di ingredienti funzionali e distributori internazionali.
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Brand storici italiani: la tradizione diventa leva di crescita. Casi di successo e perché funzionano
Nel food & beverage, la longevità di un marchio non è più sufficiente, da sola, a generare valore. Come vedremo con diversi esempi, per produttori, distributori, importatori e buyer internazionali, la storia aziendale diventa realmente interessante quando si traduce in elementi concreti: continuità, qualità riconoscibile, capacità di innovare, solidità distributiva, investimenti produttivi, adattamento ai nuovi consumi e supporto commerciale ai mercati.
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Gestione delle scorte e previsione della domanda con l'IA: prospettive per il settore food & beverage
Nel settore food & beverage, la gestione delle scorte è sempre stata condizionata da un equilibrio complesso tra disponibilità del prodotto, costi logistici, rotazione, sprechi, continuità di servizio e previsione della domanda. Questo equilibrio diventa ancora più delicato nelle categorie fresche, refrigerate, surgelate, bevande e prodotti con shelf life sensibile, dove una previsione imprecisa può generare stockout, eccedenze, deperimento o costi operativi più elevati.
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Pasta italiana, export vicino ai 4 miliardi: mercati, dati e opportunità per produttori e buyer internazionali
La pasta italiana continua a confermarsi una delle categorie più rappresentative del Made in Italy alimentare sui mercati internazionali. Secondo l'elaborazione di Unione Italiana Food su dati Istat, nel 2025 le esportazioni hanno raggiunto 2.456.940 tonnellate, con una crescita del +2,1% rispetto al 2024, per un valore complessivo di 3.969 milioni di euro.
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Ready-to-eat e food-to-go: perché retail e foodservice si avvicinano sempre di più
Il mercato alimentare sta attraversando una trasformazione che riguarda il modo in cui i consumatori organizzano i pasti durante la giornata. La crescita del food-to-go e dei prodotti ready-to-eat dipende dalla ricerca di comodità, da abitudini più frammentate, ritmi quotidiani meno regolari e una maggiore disponibilità a sostituire il pasto preparato in casa con soluzioni pronte, accessibili e percepite come affidabili.
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Bevande funzionali, no-low alcohol e nuovi momenti di consumo
Il mercato delle bevande sta attraversando una fase di forte trasformazione, grazie alla crescita delle proposte no-low alcohol e delle bevande funzionali, con un ampliamento delle occasioni di consumo. Le nuove proposte - come confermano i lanci di prodotto più recenti - rispondono a bisogni specifici: socialità senza eccessi, idratazione, energia, relax, concentrazione, digestione, benessere quotidiano.
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Private label al 50% nei principali mercati europei: implicazioni per le aziende alimentari
Il marchio del distributore continua a rafforzarsi in Europa e raggiunge una soglia che fino a pochi anni non era facilmente prevedibile: nei sei principali mercati europei del largo consumo confezionato - Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito - le private label arrivano al 50% delle vendite a volume. Un dato che conferma un cambio di scenario ormai evidente sugli scaffali e nelle strategie della distribuzione.
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Il delivery rappresenta il 22% della spesa nella ristorazione: come cambiano le opportunità per i fornitori
Il delivery ha rappresentato il 22% della spesa globalenel settore della ristorazione nel 2025, e continua ad aumentare.In particolare, la formula della consegna a domicilio continua a guadagnare peso nel mercato globale del foodservice, dopo essere passato dal9% nel 2019 al 21% nel 2024, con una previsione al 24% entro il 2029. Vediamo qual è la lettura più utile per i fornitori (produttori e distributori) specializzati in prodotti per la ristorazione, le opportunità e le strategie di marketing B2B che emergono alla luce degli ultimi dati.
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Dallo scaffale all'AI: come cambia la scoperta prodotto nel retail
Nel retail, la scoperta prodotto passa da diversi punti di contatto. Il punto vendita continua a contare, ma oggi il cliente entra in contatto con un prodotto anche attraverso ricerca online, social media, promozioni digitali, suggerimenti automatici e, sempre più spesso, strumenti di intelligenza artificiale. Per distributori e catene retail questo significa che oltre a presidiare bene lo scaffale, bisogna rendere il prodotto visibile, comprensibile e convincente lungo un percorso di scoperta molto più ampio.
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